Il tuo Ristorante Slow Food a Roma

Prodotti freschi ed antiche ricette
Scelti e preparate dallo Chef Eliana Catalani

La storia

Sottotitolo

Dopo l’età romana, il più antico nucleo abitativo di Trastevere si raccolse intorno a piazza in Piscinula, utilizzando il fiume come fonte primaria di attività economiche e commerciali. Importante era anche la presenza della Comunità ebraica, prima del suo spostamento sulla riva sinistra del Tevere, la quale fondò numerose sinagoghe, tra le quali è stata identificata con certezza questa di Vicolo dell’Atleta fondata dal lessicologo Nathan Ben Jechiel (1035-1106) e situata in questa bella casa medioevale, con loggia ad arcate.. Sulla base della colonna centrale, sono ancora visibili caratteri ebraici scolpiti nel marmo. L’antico nome del vicolo, dove la casa è situata, ai numeri 13 e 14, vicolo delle Palme, sembra derivasse dal fatto che vi erano state piantate alcune palme in ricordo della Giudea.

L’attuale nome del vicolo, Vicolo dell’Atleta, deriva, invece, dalla scoperta fatta nel sottosuolo di questa casa, nel secolo scorso, della statua dell’Atleta, detto Apoxyomenos (dal greco “che si pulisce”, “che si raschia” con la strigile, l’olio con cui si era spalmato il corpo). Questa statua è una copia romana in marmo di un originale in bronzo dello scultore greco Lisippo ( IVsec. A.C.), collocata originariamente davanti alle terme di Agrippa, nei pressi del Pantheon. La statua ora si trova presso i Musei Vaticani nel Gabinetto dell'Apoxyomenos.




L’Apoxyomenos non è stato il solo reperto apparso durante alcuni lavori di ristrutturazione, poiché si rinvennero: un ambiente con pareti dipinte e nicchie, alcune parti di statue bronzee ,ed un cavallo anch’esso in bronzo, ritenuto un originale greco dell’età classica, facente parte di un monumento equestre eseguito da Lisippo , su incarico di Alessandro Magno, per onorare i capitani caduti nella battaglia di Granico. Quest’opera fu portata a Roma da Quinto Cecilio Metello Macedonico e collocata presso il Portico d’Ottavia. Il cavallo è ora conservato presso i Musei Capitolini.

All’interno della casa è visibile anche un antico pozzo, molto profondo, che raccoglie le acque di alcune vene sotterranee. Durante i suoi lunghi secoli di vita, questa casa ha subito le più svariate destinazioni: è stata una sinagoga, un convento, una fornace, un’abitazione privata, un magazzino, ed ora è un Ristorante presso il quale si può visitare il sottosuolo, il cui livello di calpestio è lo stesso di quello dell’epoca della Roma repubblicana. Sono qui sotto visibili antiche mura ed archi in laterizi romani. L’area è sotto il vincolo della Sovrintendenza Archeologica di Roma.

Premium food at affordable price.

Lo Chef

Da ricercatrice con la Montalcini a chef,
la 'svolta' di Eliana Catalani

Roma, 14 nov. (Adnkronos) - Dalla ricerca alla cucina. Dai laboratori di virologia ai fornelli. Eliana Catalani ha lasciato dopo 37 anni una carriera internazionale, accanto al Premio Nobel Rita Levi Montalcini, per inseguire la sua vocazione di ricercata e sofisticata gourmet. Alla guida del ristorante 'Spirito Di Vino', in via dei Genovesi, nel cuore antico di Trastevere, accanto al marito Romeo e al figlio Francesco, curatore della cantina che ospita molte centinaia di etichette, Eliana Catalani ha cominciato per passione, ereditata dal padre. "Anche se la cucina ha molto in comune con il mio lavoro di ricercatrice e di tecnica di laboratorio - spiega - Se pianifico un esperimento devo sapere quali sono gli strumenti, le componenti, i materiali che ho a disposizione".

"Organizzazione simile alla preparazione dei piatti, ottenuta con criteri che definirei quasi scientifici. La riproducibilità, la ripetitività, la standardizzazione dei prodotti. Ogni prodotto, infatti, deve essere osservato, studiato, come dinanzi ad un microscopio. Ci deve essere in ogni piatto - aggiunge Eliana Catalani - una struttura logica, precisa soprattutto per elaborare dolci e dessert. Le ricette devono sempre essere le stesse, sapori compresi, anche se non si escludono variabili".
Obiettivi immediati in cucina, però, diversamente dall'universo scientifico. "L'immediatezza è rara nella scienza e nella ricerca - spiega ancora Eliana Catalani - Una sfida più lunga, rispetto alla ristorazione, spesso soggetta al giudizio degli esperti, alla pubblicazione di grafici, elaborati, studi particolareggiati".
Gli inizi presso la clinica pediatrica del Policlinico Umberto I, la collaborazione con Rita Levi Montalcini che Eliana Catalani ha accompagnato a Stoccolma nel 1986 per ricevere il Premio Nobel per la Medicina e che ricorda come una grande cuoca. "La sua specialità? I dolci di cioccolata, i gelati al caffé e allo zabaglione. E poi ricordo che si divertiva moltissimo ad organizzare le merende per i nostri bambini. Pomeriggi indimenticabili".
"Però - ricorda - anche noi assistenti e collaboratrici cucinavamo per la professoressa Montalcini. Un appuntamento fisso, quello del Natale, con uno dei mie piatti cult. Lo stracotto al coccio preparato, naturalmente, in una pentola di coccio realizzata da un artigiano di Petralla in un antico forno etrusco scavato nel tufo. Prosciutto, bacon, carne di manzo condita con sedano, cipolle, timo, alloro, sale e pepe e lasciata cucinare pre 6 ore in due giorni diversi. Immancabile durante il Natale a casa della professoressa Montalcini - spiega ancora la chef romana- accanto allo stinco e al baccalà calabrese preparati da due colleghi".

Stessa passione, stessa abnegazione, anche a distanza di anni, per Eliana Catalani nella ristorazione. Piatti cult dello 'Spirito Di Vino' crespelle di ceci con ragù di baccalà, polpettine di vitello allo zenzero, clafoutis di carciofi, ratatouille al profumo di basilico, ma anche il magro di maiale alla Mazio, un'antica ricetta della Roma dei Cesari, il patè di fegato legato a tradizioni di origini ebraiche, spaghetti al ragù di capperi dell'Isola de Li galli, che lo chef del ristorante di Trastevere ha voluto dedicare a Giovanni il giovane pescatore che abitava con la famiglia Massine, uno dei maggiori coreografi e ballerini del '900, stella dei Ballets Russes di Diaghilev, nell'isolotto che più tardi sarebbe stato acquistato da Rudolf Nureyev.
"Non nascondo che amo sperimentare i piatti - ha aggiunto Eliana Catalani - ma soprattutto far rivivere la cucina, ogni ricetta, ogni piatto come fosse un racconto. Al posto delle parole i profumi, gli odori, i sapori. Naturalmente tutti i miei piatti cambiano con le stagioni con qualche preferenza - sottolinea ancora - Adoro il cavolo nero. Nelle zuppe, nei tortini, con pane, porri, radicchio. Un piatto tipicamente autunnale da accostare ai funghi, possibilmente quelli del lago di Bracciano o di Bolsena, dei Monti Cimini, ai legumi di ogni sorta e varietà".

Try the taste of Italy.

Cucina fantastica in un angolo romantico di Roma.
Amo questo posto!
Torno ogni volta che posso!

Amiamo Slowfood

Cuciniamo slowfood


Il ristorante fa parte dell'Associazione tra i cuochi italiani e i Presidi Slow Food.

Nel nostro menu sono presenti molti prodotti provenienti direttamente da Presidi Slow Food.

Il ristorante Spirito DiVino sostiene con donazioni il progetto Terra Madre di Slow Food.

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Siamo aperti dal Lunedi al Sabato, dalle 19 alle 23.
CHIUSI LA DOMENICA


Via dei Genovesi 31 a/b - Trastevere, Roma.
Prenotazioni: +39 06 589 66 89
info@ristorantespiritodivino.com